MAXXI A[R]T WORK raccontato da tre differenti punti di vista
Questo primo anno di esperienza nell’ambito del PCTO MAXXI A[R]T WORK ha rappresentato per me un’importante occasione per osservare e comprendere il museo da una prospettiva diversa.
Dopo anni passati a lavorare nella biblioteca del MAXXI, tra libri e scaffali, instaurare un dialogo costruttivo con gli studenti e le studentesse, accompagnandoli nell’incontro con gli spazi, le opere, le pratiche del museo, e confrontarmi con interpretazioni o domande insolite ha significato riconoscere, ancora una volta, il MAXXI come uno spazio dove stabilire relazioni e costruire significati.
Lavorare a un percorso di Alternanza, infatti, implica la necessità di assumere una posizione di ascolto. Il rapporto diretto con i ragazzi e le ragazze porta inevitabilmente a misurarsi con sguardi differenti, rimettendo in discussione categorie che, nel tempo, possono diventare troppo familiari o ridondanti. E proprio in questo scarto ho riconosciuto uno degli aspetti più significativi di questa esperienza: la possibilità di ripensare il museo come un’occasione di confronto.

Jacopo De Blasio presenta le diverse tipologie di esposizione
Attraverso le parole degli studenti, la Formazione scuola-lavoro diventa uno strumento per interrogare il ruolo stesso del museo e delle sue pratiche di mediazione. I continui scambi ricordano l’importanza di non assumere interpretazioni univoche o definitive, riuscendo così a cogliere e accogliere diversi punti di vista.
A distanza di un anno, credo sia possibile considerare il PCTO MAXXI A[R]T WORK come un percorso di orientamento e formazione che, al tempo stesso, riesce a produrre conoscenza, proprio perché incentrato sulla reciprocità.
Le tre interviste che seguono nascono da questa consapevolezza.
Da una parte, la possibilità di avvicinare i ragazzi e le ragazze al patrimonio, alla ricerca e alle professioni museali, dall’altra, l’occasione per il museo di rinnovare il proprio rapporto con pubblici sempre differenti, lasciandosi interrogare da più sguardi.

Alida C. al MAXXI
Ad Alida C. del Liceo Via Roma 298 di Guidonia, Silvia L. dell’IIS Amari Mercuri di Marino e Diego S. del Liceo artistico Enzo Rossi di Roma, dopo aver partecipato alle edizioni di MAXXI A[R]T WORK dell’anno scolastico 2025/26, ho chiesto di raccontare l’esperienza dal loro personale punto di vista.
Qual è stato il momento o l’attività del PCTO che ti ha colpito di più e perché?
Alida: Queste intense giornate sono state ricche di attività differenti, tutte volte ad insegnarci qualcosa di utile per la vita reale, che va oltre la scuola. Il momento che mi ha colpito di più è stato l’intero processo di creazione del concept per un’ipotetica mostra. Collaborare con l’intero gruppo è stato molto stimolante per ognuno di noi su molteplici aspetti. Con un grande lavoro di squadra, siamo riusciti a tradurre gli stessi valori che qualche settimana prima avevamo appreso in occasione del PCTO svolto presso la Caritas di Tivoli in una vera e propria visione curatoriale, facendoci sentire dei veri professionisti del settore.
Silvia: Tra i momenti che più mi hanno colpito c’è sicuramente quello del Public speaking, che ho trovato particolarmente interessante soprattutto per quanto riguarda il mondo del lavoro. Personalmente, trovo da sempre fondamentale e interessante notare la gestualità delle persone che ho davanti, così da cogliere tutte quelle informazioni che spesso le parole non dicono. Quindi, mi ha fatto molto piacere approfondire questo aspetto.

Silvia L. presenta il concept della mostra
Diego: I momenti che più mi hanno colpito sono stati due. La lezione di Public speaking, poiché il Dott. Fabio Glielmi non si è limitato a darci consigli su come parlare, bensì ci ha mostrato curiosità interessanti sull’importanza dell’uso del corpo (comunicazione non verbale), interpretando così le differenti situazioni in cui ci troviamo ogni giorno. Il secondo momento che più mi ha segnato è stato il lavoro di gruppo con gli studenti delle altre classi, che prevedeva l’organizzazione di un’ipotetica mostra alla scuola Enzo Rossi. L’elemento sbalorditivo è stata la cooperazione tra tutti i membri, poiché ha generato sinergie inaspettate e idee interessanti.
Questa esperienza ha cambiato il tuo modo di rapportarti ai musei?
Alida: Sì, totalmente. Prima di questa esperienza, per me i musei erano dei luoghi da visitare in silenzio, degli spazi “passivi” di esposizione. Il PCTO al MAXXI mi ha fatto capire che ogni singola mostra rappresenta il risultato di un immenso e nascosto lavoro di squadra. Ora, quando entro in un museo, noto cose a cui prima non facevo minimamente caso. Mi pongo domande che prima non immaginavo neanche, provo a immaginare le scelte curatoriali e l’enorme fatica dietro quella determinata esposizione.

Silvia e le compagne di classe visitano “Tragicomica. Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi”
Silvia: Questa esperienza estremamente formativa mi ha permesso di scoprire differenti tipologie di mostre, delle quali non ero a conoscenza, e di notare dettagli di cui prima non mi accorgevo, come le luci, il posizionamento delle opere, le didascalie e i colori dell’allestimento. Attraverso tutto ciò ho capito come dare un giudizio più ampio delle mostre che visito.
Diego: Da sempre sono attratto da musei e spazi espositivi, ma confesso che questa esperienza del PCTO ha cambiato il mio approccio a tutto questo. Ho subito compreso l’importanza delle didascalie delle opere, poiché in passato, spesso e volentieri ho mostrato più attenzione al soggetto rappresentato. Grazie a quanto ho vissuto al MAXXI, che è un museo contemporaneo, ho compreso quanto una spiegazione sia necessaria, per riuscire a comprendere l’Arte.
Come pensi questo percorso possa essere utile all’orientamento professionale o universitario?
Alida: Questo percorso è stato utilissimo per tutti noi perché ci ha completamente catapultato nel mondo del lavoro. Oltre a farci scoprire tutte le diverse e specifiche professioni museali, questa esperienza ci ha permesso di sviluppare moltissime Foft skills fondamentali per qualsiasi percorso professionale sceglieremo in futuro, come il Team working, il Problem solving, il Public speaking, la Gestione del tempo e la valorizzazione delle diversità che hanno rappresentato un concreto punto di forza lungo questo percorso, anche grazie alla collaborazione con le studentesse di un liceo diverso dal nostro.
Silvia: Il Team working che ci è stato insegnato credo sia estremamente utile in ambito lavorativo. Inoltre, durante l’esperienza al MAXXI, ci sono state fornite parecchie informazioni sulle università e sulle facoltà utili per avvicinarsi a questo ambito professionale.
Diego: Ritengo che questo percorso possa risultare molto utile a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di parteciparvi, poiché, anche se breve, dona professionalità ai partecipanti, che sperimentando condizioni lavorative a loro sconosciute, acquisiscono conoscenze utili per il futuro, qualsiasi mansione questi vogliano svolgere.

Diego S. presenta il concept della mostra ideata dagli studenti del Liceo Enzo Rossi
Se dovessi invitare un/a tuo/a coetaneo/a a visitare il MAXXI, cosa gli diresti?
Alida: Gli/le direi che il MAXXI non è il tipico museo a cui si pensa di solito. Già guardandolo dall’esterno, dalla sua stessa architettura si può intuire che è un luogo dinamico, in continuo movimento. È uno spazio che affronta temi attuali, che induce ad abbandonare la propria prospettiva personale per guardare il mondo attraverso punti di vista differenti, che preferisce portare i visitatori a interrogarsi sul presente anziché fornire risposte assolute.
Silvia: Se dovessi parlare a uno studente del museo MAXXI, gli consiglierei di proporre alla sua scuola questa esperienza, ricca di informazioni utili e di emozioni. Si tratta di un’importante opportunità di istruzione, diversa dal solito, e di un modo per evadere dalla monotonia dei banchi di scuola. Se invece la dovessi consigliare a un mio coetaneo lo informerei generalmente delle informazioni che ho ricevuto, così da vivere al meglio la visita e le future mostre che deciderà di visitare.
Diego: Consiglio la visita del MAXXI a chiunque, coetanei e non. Se dovessi rapportarmi, però, a persone della mia stessa età, consiglierei loro questo posto per farli avvicinare a un museo diverso dal solito, perché offre una considerevole quantità di mostre, anche interattive, che variano durante l’anno.
Durante il PCTO hai realizzato di avere una capacità o un interesse che prima ignoravi?
Alida: Sì, ho scoperto un forte interesse per la comunicazione e la gestione delle relazioni all’interno di un team. In particolare, nella giornata passata con Fabio Glielmi, esperto in Public speaking, ho realizzato di avere una forte capacità di espressione e di gestione dell’ansia, che non immaginavo minimamente di possedere. Mi ha donato molta sicurezza nella condivisione delle mie idee davanti a un gruppo di persone e mi ha fatto capire quanto sia gratificante riuscire a dare voce a un progetto collettivo.
Silvia: Grazie a questa esperienza, e alla motivazione del team del MAXXI, ho realizzato di essere in grado di gestire il lavoro di gruppo, soprattutto dalla parte della direzione artistica. Ho imparato come gestire carichi di lavoro in breve tempo, in momenti di stress e come utilizzare le mie competenze in maniera efficiente.

Jacopo De Blasio e il gruppo di lavoro della Direzione artistica
Diego: Inaspettatamente, superando la mia timidezza, ho scoperto un’attrazione spiccata verso un ruolo che mai avrei preso in considerazione prima, come quello del Direttore artistico. Un ruolo nel quale mi sono proposto con coraggio, tenuto conto anche dei risultati di un questionario attitudinale a cui abbiamo risposto. La difficoltà è stata notevole, ma direttamente proporzionale alla soddisfazione.
Ho ricevuto in dono due lezioni: la prima riguarda la professionalità e l’umanità di Federico, Susanna e Jacopo, che sono riusciti a farci sentire tutti partecipi, relazionandosi con ognuno di noi nel modo più corretto, tenendo conto delle nostre caratteristiche, dandoci così fiducia.
La seconda lezione è consequenziale alla prima: mi è stato mostrato che “Volere è Potere” e che spesso il modo migliore per far funzionare più ingranaggi è quello di lasciarli muovere liberamente nel limite del perno.
L’intervista è a cura di Jacopo De Blasio


